A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: HTTP_ACCEPT_LANGUAGE

Filename: core/MY_Controller.php

Line Number: 32

Ciavolich Azienda Agricola -

STORIE DI RADICI
e DI FAMIGLIA

IL NOME e LA STORIA

Il mio cognome è bulgaro. 
I Ciavolich erano mercanti di lana che arrivarono nel 1500 a Miglianico e nel 1853 costruirono la prima cantina della famiglia, una delle più antiche strutture di vinificazione in Abruzzo. L'edifcio si sviluppava su due livelli: il piano terra era destinato alla pigiatura delle uve ed alla produzione di vino cotto. Il piano interrato, invece, accoglieva le botti per l'affinamento del vino e vi si accedeva attraverso un suggestivo passaggio sotterraneo scavato nella terra; passaggio che avrebbe permesso, in caso di pericolo, di fuggire dal paese.

I vigneti di proprietà si estendevano su tutta la collina circostante e tutto ruotava intorno alla vendemmia ed alla successiva produzione di vino. Quando i carri arrivavano colmi di uva dalle campagne, l'uva si pigiava all'interno del fondaco ed il mosto, tramite pittoreschi tombini ricavati nel pavimento, cadeva per gravità al piano interrato precipitando direttamente nelle tinelle di legno per la fermentazione. Seguiva l'affinamento nelle grandi botti da 132 hl costruite appositamente all'interno della cantina.

I SALOTTI LETTERARI

Alla fine dell' 800 la storia della famiglia fu caratterizzata dal matrimonio tra Donna Ernestina Vicini, esponente di una tra le più notevoli famiglie di Loreto Aprutino e Giuseppe Ciavolich figlio di Don Francesco "Don Ciccillo" di Miglianico.
Gli sposi andarono a vivere proprio nel Palazzo Ciavolich di Miglianico e la nobildonna, disperata a causa del trasferimento in un modestissimo, a suo avviso, palazzo di paese, elaborò un piano per la fuga che avrebbe al tempo stesso nobilitato il nome dei Ciavolich collegandolo ai nomi piu' importanti del mondo culturale e politico di allora.
Forte delle sue conoscenze influenti dell'epoca, decise di porre a Chieti ( che allora come oggi vantava la più grande provincia per popolazione e i maggiori collegamenti con le istituzioni di Roma), la sua residenza e a prezzo di sanguinose alienazioni fondiarie si fece acquistare un palazzo nobiliare sul corso Marrucino.
Una volta installata nel capoluogo istituì ed animò uno dei più vivaci salotti culturali del tempo cui non tardarono a far parte i maggiori esponenti dell' intellighentia contemporanea.
Tra gli altri Francesco Paolo Michetti, Gabriele D'Annunzio ,Costantino Barbella oltre che vari altri notabili.
Numerose sono le testimonianze dell'amicizia di Donna Ernestina proprio con il pittore Michetti il quale, per la realizzazione del dipinto IL VOTO ( 1877) si recò ad immortalare la processione di San Pantaleone a Miglianico con uno dei primi modelli di macchina fotografica. Il popolo che seguiva il carro del Santo Patrono strisciando e leccando per terra, come da tradizione, si scagliò con le forche e le falci contro di lui ed il suo diabolico apparecchio fotografico profanatore ed il pittore fu tratto in salvo proprio dall'amica Ernestina che, abitando di fronte alla Chiesa, gli apri la porta e gli offrì rifugio.

PRIMA e SECONDA GUERRA MONDIALE

I primi anni del 900 videro protagonista Giustino Ciavolich, uno dei tre figli di Donna Ernestina e Giuseppe Ciavolich che fu destinato alla carriera militare e mandato a Pinerolo, cittadina piemontese famosa in tutto il mondo per la sua Scuola Nazionale di Cavalleria e che fu Ufficiale di Cavalleria durante la Prima Guerra Mondiale.
Furono gli anni della Bell'époque della caccia alla volpe a Roma, delle gare ippiche a Piazza di Siena, delle frequentazioni prestigiose come quella con Francesco Baracca anch'egli Ufficiale di Cavalleria, e furono importanti anche per il progetto iniziato da Giustino di incrementare la propietà fondiaria e valorizzare l'attività agricola della famiglia.
La cantina costruita nel 1853 da Don Ciccillo era ancora in piena attività e le stagioni si susseguivano con le pratiche colturali che dettavano i tempi del lavoro. 
Arrivarono gli anni ‘40 e con essi la Seconda Guerra Mondiale. Giustino Ciavolich passava a miglior vita nel ’41 e lasciava eredi, oltre alla moglie Donna Giuseppina Berardi di Ortona, i figli Giuliana e Giuseppe Ciavolich, allora adolescenti.
Nell'ottobre del 1943 i tedeschi occuparono il Palazzo Ciavolich e vi stabilirono il loro Quartier Generale permettendo alla famiglia e a molti dei cittadini di Miglianico di rifugiarsi nelle grotte sotterranee scavate nell'arenaria proprio tra quelle botti che accoglievano il vino appena pigiato in vendemmia.
I tedeschi nascondevano i carri armati al primo livello della cantina, affinché non fossero intercettati dagli aerei alleati. I civili resistettero dall'ottobre al dicembre del 1943.
L'8 dicembre arrivarono le SS che costrinsero tutti i rifugiati ad evacuare il paese a causa dell'imminente battaglia dovuta al progressivo avvicinamento del Fronte Sud.
I Ciavolich e i Berardi ripararono dapprima nel Palazzo di Chieti e di qui sfollarono a Macerata, nelle Marche. Vi restarono fino al passaggio del fronte e alla fine della guerra.
Giuseppe Ciavolich, allora 14enne, tornò per primo a casa, a piedi e da solo, salvo per gli ultimi chilometri quando, stremato e scoraggiato, fu tratto in salvo da un camioncino di soldati canadesi che gli offrirono un passaggio fino a Pescara.
Storie di radici
mormora la linfa
a grappoli di sole.

Sotto le foglie
la magia dell’incontro
trasforma in marinai.

Spuma come mosto
il desiderio di fiabe
con la coda lunga.

Solo parole di luna
e il pudore dell’amore
trattenuto negli sguardi.

Il padre in lei
ha espresso il suo sorriso,
la madre: il mare.

STORIE DI RADICI e DI FAMIGLIA

Mio padre ricominciò allora a seguire e gestire l’azienda viticola di Miglianico fino agli anni 60, quando si aprì la divisione ereditaria di Donna Ernestina la mia bisnonna, dalla quale i Ciavolich ricevettero la tenuta di Loreto Aprutino. Mio padre vi piantò i vigneti che tutt’oggi continuiamo a coltivare.
 
Dal 2004, grazie alla fiducia di mio padre, sono io che ho la responsabilità di portare avanti questa storia.
Accanto a me c’è mio marito Gianluca. Insieme a me ha sposato anche l’azienda agricola che inevitabilmente occupa il 99% della nostra vita. Mi aiuta a tenere la barra dritta tutte le volte che il mare è in tempesta.  Insieme abbiamo Beatrice , che a due anni ha già fatto la sua prima vendemmia.

Chiara Ciavolich

Storie di Radici e di Famiglia