L'idea di una etichetta BRAILLE per il vino

Un progetto aiutato inizialmente dal caso, quello dell'Azienda Ciavolich, e dal suggerimento di un architetto, Cristiano Di Sabatino, che lavorava alla realizzazione di un orto botanico per non vedenti e ipovedenti, solo in parte realizzato.
In compenso l'idea delle etichette in Braille, nate per facilitare il pubblico dei non vedenti nella scelta di una bottiglia di vino si è concretizzata con la collaborazione dell'Unione Italiana Ciechi di Pescara e dei suoi appartamenti che l'hanno accolta e sostenuta con grande entusiasmo.
Le iscrizioni del sistema Braille infatti, consentono la diretta lettura delle caratteristiche del prodotto anche ai minorati della vista.
Un'iniziativa che può essere paragonata a una goccia nel mare (basti pensare che il giornale dei non vedenti non è stato stampato in caratteri Braille e nemmeno la data di scadenza sui farmaci) ma rappresenta un significativo passo avanti rispetto alle continue esigenze di autonomia e integrazione dei non vedenti, come il piacere di scegliere un buon vino, che lo si beva da soli o in compagnia.
Non è stato semplice trovare una tipografia che si occupasse del lavoro. Dopo un'accurata ricerca, è stato possibile rivolgersi alla Tipolitografia FG di Savignano sul Panaro (MO) che aveva già lavorato con l'università di modena per un progetto in Braille.
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